COMMEMORAZIONE ECCIDIO MURETTO DEL CASTELLO ESTENSE


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Nel 70° della Resistenza e 71° anniversario dell’eccidio che si compì all’alba del 15 novembre 1943 proprio in questo luogo, ricordiamo gli undici cittadini ferraresi che furono barbaramente fucilati:  Emilio Arlotti, Pasquale Colagrande, Mario e Vittore Hanau, Giulio Piazzi, Ugo Teglio, Alberto Vita Finzi, Mario Zanatta; sulle mura presso i Rampari di San Giorgio, Gerolamo Savonuzzi e Arturo Torboli e in via Boldini, Cinzio Belletti, che un caso aveva portato nelle vicinanze del Castello quella notte.

 Fu la spietata rappresaglia fascista per l’assassinio del federale Igino Ghisellini, le cui cause reali sono tuttora avvolte nell’ombra. Come dicono gli storici, si tratta del primo eccidio di guerra civile in Italia.   Il fatto è stato narrato da Giorgio Bassani nell’opera “Una notte del ‘43”, dalla quale Florestano Vancini ha tratto il celeberrimo film “La lunga notte del ’43”. Proprio il regista ferrarese ci ha raccontato che da quella crudele esecuzione iniziò un’accelerazione di violenza e terrore fascista, tristemente nota con la definizione di “Ferraresizzare l’Italia”. I cadaveri furono lasciati davanti al muretto del Castello per tutta la mattina, come monito per i ferraresi. Solo l’Arcivescovo di Ferrara, Ruggero Bovelli, con un duro intervento presso le autorità fasciste riuscirà a far spostare i corpi.

 Siamo grati agli organizzatori delle iniziative e manifestazioni che ci aiutano a non dimenticare quella lunga notte del ’43. Incontri rivolti innanzitutto al mondo della scuola e iniziati proprio questa mattina al Ridotto del Teatro Comunale, con la presentazione agli studenti delle APP “Luoghi di detenzione e eccidi” e “Persecuzione dei cittadini di religione ebraica”, realizzate dall’Istituto di storia contemporanea nell’ambito del progetto “Resistenza mAPPe”, dedicato ai luoghi ed eventi della seconda guerra mondiale e della Resistenza, realizzato dagli Istituti storici della regione in rete. Come l’anno scorso, esattamente in questo luogo, saranno esposte le sagome delle vittime innocenti che persero la vita la tragica alba di quel 15 novembre, perché ciascuno di loro aveva un nome, una storia, una famiglia, degli affetti. Le stesse sagome saranno esposte anche i giorni 15 e 16 novembre, perché questo è innanzitutto il luogo della memoria di Ferrara.  Questa giornata così intensa si conclude alle 21 alla sala Estense, dove l’attore Ivano Marescotti interpreterà quella lunga notte del ’43 tra letteratura, cinema e teatro. Un progetto a cura dell’Istituto beni culturali dell’Emilia, che ringraziamo.

 Permettetemi di concludere queste brevi considerazioni con un ultimo ricordo, nella giornata che per Ferrara rappresenta un fortissimo richiamo alla nostra coscienza civile e democratica. Credo sia giusto ricordare oggi la figura di Franco Giustolisi, scomparso in questi giorni. Il suo nome è legato alla scoperta di quello che è noto a tutti come l’”Armadio della vergogna”, rinvenuto nel 1994 a Roma, nella sede di vari organi giudiziari militari. Quell’armadio conteneva 695 fascicoli d’inchiesta e un registro generale con 2.274 notizie di reato. Tutte carte sui crimini di guerra commessi in Italia durante l’occupazione nazifascista. In quegli scaffali c’erano, tra gli altri, i fascicoli delle stragi di Sant’Anna di Stazzema, di Marzabotto, delle Fosse Ardeatine.

 Un ulteriore motivo di riflessione, dunque, in una giornata che per tutti è un forte richiamo a non dimenticare, come direbbe Primo Levi, che tutto questo è stato e che non deve accadere mai più.

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