Aurora, la bambina che sogna da sindaco

da La Nuova Ferrara  06/08/2013   ed. Nazionale  p. 11 (articolo di Fabio Terminali)

Da quando aveva cinque anni aspira da grande a governare la città Intanto ha coronato il suo desiderio di incontrare il primo cittadino in Municipio

Aurora con il Sindaco

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La cameretta di Aurora Zucchelli ha le pareti rosa, bambole Monster High sullo scaffale e altri giocattoli ultimo grido sul letto. Una stanza normale per una bambina di nove anni, se non fosse che da quando ne aveva cinque il suo sogno è uno solo: «Voglio fare il sindaco di Ferrara». Con papà Massimo, ingegnere esperto nella progettazione di motori, e mamma Federica, insegnante di storia dell’arte al Dosso Dossi, non si parla spesso di politica. Ma di fronte a una così precoce vocazione, l’idea è nata spontanea. Dal computer della casa di Cassana è partita quindi una mail diretta in Comune, con cui Massimo si rivolgeva a Tiziano Tagliani: «Scrivo nella speranza di poter regalare ad Aurora l’occasione di incontrare realmente il Sindaco, nella sua casa: il Municipio». Tre settimane più tardi, ecco il faccia a faccia tra il “vero” primo cittadino e la aspirante tale, alla quale viene ceduta “ad honorem” la fascia tricolore. Chiaro il programma elettorale della baby politica: «Vorrei una città senza più fumo di sigaretta e inquinamento, più verde, senza poveri e senza violenza», ha elencato Aurora di fronte a un incuriosito Tagliani. Senza tralasciare un’occhiata all’arredamento della stanza di ricevimento del sindaco («mi piacerebbe cambiare il lampadario e metterne uno rosa») e l’attuale titolare dell’incarico a rispondere, tra l’imbarazzato e il divertito, «non la vedo così semplice». Meravigliosa ingenuità di cuore tenero e cervello bambino, questa Aurora da record. Lei, a distanza di qualche giorno dall’incontro, durato una quarantina di minuti, soppesa le parole come una consumata amministratrice pubblica, mescolando diplomazia e garbo. «Il sindaco è davvero una persona simpatica, divertente e gentile», racconta. Mamma Federica conferma, «Aurora è uscita entusiasta, il sindaco si è dimostrato una persona disponibile e adorabile». La piccola è chiaramente l’orgoglio di famiglia e la nonna Maria rievoca teneramente quel pensiero che le ha dedicato, quasi un altro punto del programma, «vorrei un giorno poter costruire delle strade apposta per gli anziani, per farli camminare sicuri». Oltre il velo dei desideri, rimane un presente tutto da costruire con i piedi ben piantati a terra. «Al papà e a me – dice Federica – piacerebbe che da grande Aurora facesse la dentista. Lo stesso Tagliani, in fondo, le ha sconsigliato di scegliere la politica, una strada tutt’altro che semplice per chi vuole cambiare le cose come lui e mia figlia». Tempo per revisionare o rinvigorire le proprie convinzioni ce n’è eccome. «Il prossimo anno farò la quarta alle elementari di Porotto – spiega la bambina -. Sono brava e le mie materie preferite sono inglese, arte e geometria. Cosa mi piace fare ancora al di fuori della scuola? Giocare e disegnare». Magicamente sul tavolo del salotto ecco che appare l’ultima “opera” di Aurora, dedicata alla mamma: è raffigurata lei stessa con fascia tricolore al collo, sopra una sedia con lo stemma del Comune di Ferrara in bella evidenza. Chissà, forse un domani ci accorgeremo di aver parlato con l’erede di Luisa Gallotti Balboni, la prima e finora unica sindachessa della città estense, al governo a Palazzo municipale dal 1950 al 1958 e successivamente eletta in Parlamento. Senza essere preceduta da un sogno, si sa, la speranza è destinata al niente